Conto Economico: l’importanza di saperlo leggere per controllare l’andamento aziendale


Argomenti: Blog Conto Economico Riclassificato

07/10/2020

Il Conto Economico evidenzia il risultato economico, la ricchezza che la tua azienda, durante l’anno, è riuscita a raggiungere, ovvero quanto ha ricavato e quali costi ha sostenuto per raggiungere quei ricavi.

Probabilmente questo lo saprai, ma non sai com’è strutturato e come devi leggerlo per identificare le voci fondamentali da tenere in considerazione per una gestione aziendale efficiente e votata alla crescita del business.

 

Conto Economico: sai com’è strutturato e cos’è importante per l’imprenditore?

L’imprenditore ha un unico obiettivo: veder crescere la propria azienda su basi solide. Raggiungere l’obiettivo non è semplice e per questo è fondamentale conoscerne tutti i numeri chiave.

Gestire un’azienda incentrata solo sul contenimento dei costi, non equivale al gestire un’azienda con l’intento di farla crescere. Ogni imprenditore per far crescere la propria azienda deve effettuare un’attenta analisi dei costi e dei ricavi.
Deve capire da dove arriva il profitto e stabilire quali costi è giusto sostenere e quali no.

Per far crescere l’impresa e raggiungere gli obiettivi prefissati bisogna sapere dominare il Conto Economico, parte integrante del Bilancio d’esercizio – assieme allo Stato Patrimoniale – che indica la ricchezza che ha prodotto l’azienda.

Evidenzia il risultato economico che l’impresa, durante l’anno, è riuscita a raggiungere. Vale a dire:

  • che cosa è stato consumato (costi);
  • con quali risultati (ricavi).

Oltre al Conto Economico appena citato, quello generico e che ogni Commercialista consegna all’imprenditore ad aprile di ogni anno, esiste un’altra tipologia fondamentale per la gestione aziendale: il Conto Economico Previsionale.

È tra tutti, l’elemento più significativo del controllo di gestione: tende a fissare gli obiettivi da perseguire nel tempo.

 

Leggi anche: Controllo di Gestione: perché alcune aziende crescono ed altre no?

È uno strumento importante di conduzione aziendale perché permette di capire come si evolverà la situazione finanziaria. Consente di prevedere, misurare e prendere provvedimenti.

Costituisce la stima delle entrate future di un’azienda, inclusi gli utili e le perdite di tutte le attività operative di un determinato periodo.

Leggi anche: Budget aziendale: lo strumento chiave per far crescere il business

È un mezzo importante di gestione aziendale perché permette di capire come si evolverà la situazione economico/finanziaria.

 

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Conto Economico: com’è strutturato?

La struttura del Conto Economico possiamo dire sia formata da 3 sezioni fondamentali per l’imprenditore:

A – Ricavi: risultato prodotto dall’azienda nel corso di un esercizio;

B – Costi di Produzione: costi direttamente proporzionali ai ricavi necessari per produrre prodotti e servizi;

C – Costi Produttivi: costi fissi non proporzionali ai ricavi che l’azienda deve sostenere per operare a prescindere dagli stessi.

Poi abbiamo:

D – Proventi e oneri finanziari: componenti di reddito fuori dalla gestione ordinaria e frutto di operazioni finanziarie compiute nell’esercizio;

E – Rettifiche di valore di attività finanziarie: rivalutazioni e svalutazioni di titoli, immobilizzazioni e partecipazioni in altre società;

F – Proventi e oneri straordinari: avvenimenti che nulla hanno a che fare con il ciclo produttivo dell’azienda, ma che creano un movimento nel Conto Economico.

Troppe voci e troppi numeri che non tutti gli imprenditori sono in grado di leggere e interpretare.

 

Maggiore facilità di lettura per un controllo efficiente

La maggior parte degli imprenditori, tra l’altro, non conosce la differenza tra Conto Economico e Stato Patrimoniale, confonde i ricavi con le entrate e le uscite con i costi.

Non solo: lo guarda almeno una volta all’anno, probabilmente secondo la struttura appena vista, che risulta poco congeniale per la maggior parte degli imprenditori. Quasi incomprensibile ci verrebbe da dire.

Ci sono i partitari contabili che per l’imprenditore non significano nulla, ci sono le descrizioni puntate per ragioni di spazio, quindi molte delle righe non le comprendono a priori.

Ci sono poi i «sottoconti» che fanno capire (a fatica) da dove derivano e come sono usciti fuori i totali. Verrebbe quasi da dire che alla fine, interpretare un geroglifico sembrerebbe più facile che leggere il Conto Economico della tua azienda.

Purtroppo questo problema deriva da vincoli normativi e formalità in base alle quali vengono redatti i dati contabili dai nostri Commercialisti.

 

Alcuni esempi pratici

Per una facile lettura ed interpretazione, eliminiamo le formalità e vediamo i numeri che devi conoscere per prendere il controllo della tua azienda. Devi prendere in considerazione le prime 3 voci che ti abbiamo elencato sopra:

A – Ricavi: vale a dire ciò che è prodotto dall’azienda nel corso di un esercizio;

B – Costi di Produzione: indica tutti i costi direttamente proporzionali ai ricavi, quindi quelli necessari per produrre quanto indicato nel punto A.

Ecco alcuni esempi:

  • materie Prime;
  • consulenti e Manodopera a Commessa;
  • campagne Direct Marketing;
  • provvigioni sulle Vendite
  • oneri piattaforme di pagamento.

C – Costi Produttivi: indica tutti i costi di struttura che non sono proporzionali ai ricavi, ma che comunque l’azienda deve sostenere per operare, a prescindere dai ricavi.

Ecco alcuni esempi:

  • affitto sede e utenze;
  • emolumenti Amministratori;
  • compensi Personale Dipendente;
  • rimborsi Trasferte;
  • oneri Bancari;
  • commercialista/altri Professionisti;
  • mantenimento server e software.

Sostanzialmente il Conto Economico deve essere tradotto, che in economia aziendale significa classificarlo. Ecco che da dove nasce il Conto Economico Riclassificato.

Rappresentare il Conto Economico con questa divisione permette di avere sottomano tutti i numeri dell’azienda in modo organico, comprensibile a vista d’occhio, mettendo in evidenza i KPI della stessa (Key Performance Indicator).

 

Leggi anche: KPI aziendali: cosa sono, perché vengono utilizzati e come scegliere quelli giusti

 

La soluzione

Fare un Conto Economico Riclassificato significa aggirare tutti i tecnicismi e le normative contabili per avere un’organizzazione dei numeri aziendali in maniera diversa e più comprensibile.

Insomma, lo scopo è saperlo leggere immediatamente per prendere le decisioni migliori. Questo documento, infatti, è in grado di evidenziare se l’azienda sia in grado di produrre utili o meno.

Quindi la sua funzione non è legata prettamente ai fini fiscali e tributari, ma serve a fornire una fotografia dell’azienda per capire se gestiamo correttamente la parte dei costi produttivi.

Il Conto Economico Riclassificato non nasce a caso, ci sono alcuni passaggi da seguire per arrivare alla sua formazione finale. Il primo è senz’altro quello di individuare lo strumento mediante il quale devi svilupparlo.

Xribabooks è il primo software che automatizza il Controllo di Gestione ed è in grado di fornirti, in tempo reale, il Conto Economico Riclassificato della tua azienda per prendere le decisioni migliori per la crescita del tuo business.

 

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