EBITDA: cos’è, come calcolarlo e perché è importante per l’azienda


Argomenti: Blog Controllo di Gestione

06/08/2020

EBITDA acronimo di Earnings Before Interest Taxes Depreciation and Amortisation, è una delle principali misure utilizzate per valutare i flussi di cassa e lo stato di salute dei conti dell’impresa.

Viene utilizzato per indicare il profitto dell’impresa prima di onorare il pagamento di interessi, tasse, svalutazioni ed ammortamenti.

 

EBITDA: qual è il suo significato?

La contabilità aziendale è piena di acronimi. Per chi fa impresa, il termine EBITDA non dovrebbe essere qualcosa di nuovo. Eppure per la maggior parte lo è.

L’EBITDA è una misura chiave che indica lo stato finanziario dell’azienda. Un margine EBITDA elevato è sinonimo di buono stato di salute dei conti aziendali: vuol dire avere un’alta redditività di base che permette di pagare i debiti dell’attività.

Letteralmente, EBITDA significa Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization:

  • Earnings – fa riferimento alla quantità di profitto realizzata in un determinato periodo di tempo, di solito 12 mesi.
  • Interest – fa riferimento a qualunque pagamento di interessi operato su prestiti commerciali o linee di credito esistenti. Nel caso in cui l’azienda riceva il pagamento di interessi dagli investimenti, andrebbe calcolato al netto: interessi attivi – interessi passivi.
  • Taxes – tutto ciò che va versato in imposte sul reddito, imposte sui salari e imposte sulle vendite.
  • Depreciation – il deprezzamento riguarda i beni come l’immobile o qualsiasi macchinario e attrezzature utilizzati che, nel tempo, si deprezzano poiché perdono di valore (un macchinario di 10 anni vale molto meno di uno di 1 anno, ad esempio).
  • Amortization – l’ammortamento riguarda i beni immateriali (brevetti o diritti d’autore) e funziona come il deprezzamento.

L’EBITDA serve a misurare il reddito dell’azienda senza considerare i costi di interessi, tasse, deprezzamenti o ammortamenti. Insomma, l’EBITDA, esprime il reale risultato del business dell’azienda e calcolato tendenzialmente su un periodo degli ultimi 12 mesi.

 

EBIT, EBITDA e MOL: qual è la differenza?

L’EBIT (acronimo di Earnings Before Interests and Taxes) a differenza dell’EBITDA, non considera né le imposte e né gli interessi pagati dalla società, ma si concentra sulla sola capacità dell’impresa di generare profitti.
Letteralmente indica l’utile prima degli interessi e delle imposte.

EBITDA, in italiano, invece, viene usato spesso anche come sinonimo di MOL (Margine Operativo Lordo). In realtà le due misure servono ad indicare grandezze differenti.

La differenza è rappresentata dagli accantonamenti:

  • nell’EBITDA vengono dedotti e considerati nel calcolo;
  • nel MOL vengono trattati al pari degli ammortamenti e non considerati nel calcolo.

La teoria nasce dal fatto che, se i costi per accantonamenti non hanno una manifestazione finanziaria nell’esercizio analizzato. Se vengono contabilizzati correttamente, genereranno, nel futuro esercizio, un’uscita di denaro se si dovesse verificare l’evento per il quale sono state accantonate le risorse.

In questo caso, il valore dell’EBITDA, può essere inferiore rispetto al MOL e, di conseguenza, si ha una stima cautelare rispetto al potenziale flusso di cassa operativo.

 

 

EBITDA: quando è ritenuto valido e buono per l’azienda?

Sapere cos’è l’EBITDA è importante, ma è altrettanto importante sapere quando l’azienda ha un EBITDA che può essere ritenuto buono e quindi coi conti a posto.

Misurando i profitti, tenendo conto di alcune voci (entrate e spese operative ad esempio), ed eliminandone altre (tasse, interessi, deprezzamenti e ammortamenti), fornisce una fotografia diversa riguardo le finanze dell’impresa rispetto al reddito netto, operativo o del Cash Flow.

Per sapere se un EBITDA è buono o meno esistono due modi:

  • attraverso il calcolo del margine EBITDA, serve a determinare la percentuale di EBITDA rispetto alle entrate totali.

Margine EBITDA = EBITDA / Entrate totali

Avere un margine elevato significa che le entrate rimaste, dopo aver coperto le spese operative, sono abbastanza alte.

Società A con EBITDA pari a 100.000 euro e fatturato pari a 1 milione euro.

Supponiamo che la società B ha un EBITDA pari a 200.000 euro e un fatturato pari a 2,5 milioni euro.

In questo caso, la società B ha un EBITDA e ricavi più elevati ma un margine inferiore rispetto alla società A: rispettivamente 8% e 10%.

  • rapporto di copertura EBITDA, serve a confrontare l’EBITDA con le passività dell’azienda. L’obiettivo è verificare se l’azienda può effettuare i pagamenti tenuto conto della sua redditività.

(EBITDA + Pagamenti per leasing) / Pagamenti principali + Pagamenti per interessi + Pagamenti per leasing)

Quando il rapporto è pari a 1, l’azienda è in grado di pagare, anche se a stento, i debiti. Mentre un rapporto più grande significa avere più denaro che debiti.

 

Esempio di calcolo dell’EBITDA

Per calcolare l’EBITDA abbiamo 2 formule:

  • EBITDA = Utile netto + Interessi + Imposte + Deprezzamento + Ammortamento;
  • EBITDA = EBIT + Deprezzamento + Ammortamento.

Qualunque formula venga utilizzata, si dovrebbero avere tutte le informazioni necessarie per calcolare l’EBITDA sul conto economico.

Supponiamo che l’azienda Alfa guadagna 1 milione di euro.

Le spese operative sono pari a 200.000 euro, mentre quelle di deprezzamento e d’ammortamento sono pari a 50.000 euro.

L’utile di gestione, a lordo di interessi e imposte, è pari a 750.000 euro.

Sottraiamo ora gli interessi passivi pari a 50.000 euro e le tasse pari a 100.000 euro, il guadagno netto sarà di 600.000 euro.

Per calcolare l’EBITDA, andremo a sommare i proventi di gestione all’ammortamento: 750.000 + 50.000

L’EBITDA di Alfa è pari a 800.000 euro.

 

EBITDA: perché è importante calcolarlo in azienda?

L’EBITDA, come detto, assieme agli altri KPI aziendali, è uno degli indicatori principali per misurare lo stato di salute dei conti di un’impresa.

Utilizzare l’EBITDA consente di poter confrontare la solidità finanziaria di un’azienda rispetto ad un’altra. Viene usato in diversi settori e permette agli analisti di concentrarsi sulle decisioni operative dell’azienda in esame.

Nei rapporti di rendimento, nella fattispecie la valutazione di un’azienda con un alto valore di spesa aggiunta, viene usato per sottrarre queste spese dai profitti. Oppure, quando si sta analizzando il bilancio aziendale, grazie all’EBITDA è possibile ottenere informazioni sulle prestazioni operative del business, nonché la sua capacità di far fronte agli obblighi assunti.

Insomma, permette di conoscere e identificare al meglio la redditività dell’azienda e quale tipo di debito puoi gestire o meno, oppure se l’azienda potrà assumere o no altre persone.

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