La trappola dell’IVA: come evitare l’errore che commette il 90% degli imprenditori italiani?


Argomenti: Blog Controllo di Gestione

28/08/2020

L’errore che commette il 90% degli imprenditori è quello di considerare l’importo dell’Iva come soldi propri (ma in realtà non è così, sono soldi dello Stato).

Spesso li considerano come incassi rimanendo intrappolati: non sono in grado di quantificare la reale liquidità presente in azienda. Oggi vediamo cos’è l’Iva e come Matteo e Giorgio, grazie a Xribabooks, sono riusciti a risolvere il problema del calcolo dell’Iva e altri legati alla gestione operativa e finanziaria dell’azienda.

 

 

Caratteristiche e presupposti di applicazione dell’Iva

L’Iva (imposta sul valore aggiunto) è quella imposta, applicata sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, di scambio di beni e servizi.

Si tratta di un’imposta fondamentale per le casse dello Stato ma è anche quella più evasa sia in Italia che in Europa, tant’è che sono stati introdotti una serie di meccanismi per evitare questo (comunicazioni delle liquidazioni Iva, le cd. Lipe).

L’Iva si caratterizza per essere un’imposta:

  • indiretta, non colpisce la capacità contributiva del contribuente ma solo una manifestazione di ricchezza dovuta allo scambio di beni o servizi (consumo);
  • proporzionale, l’ammontare si calcola mediante aliquote che rimangono costanti al variare dell’importo del prodotto (4%, beni di prima necessità; 5%, erbe o piante aromatiche o per alcune tipologie di operazioni effettuate dalle cooperative sociali; 10%, aliquota per così dire intermedia; 22%, aliquota ordinaria);
  • neutra, l’importo da versare non dipende dal numero di passaggi tra i vari soggetti;
  • generale, colpisce tutti, indistintamente;
  • sui consumi, il meccanismo di applicazione va a gravare direttamente sul consumatore finale.

 

Si applica solo se sussistono determinati presupposti, altrimenti parliamo di operazioni che non necessitano di applicazione dell’aliquota.

I presupposti sono:

  • oggettivo, stabilisce che, l’applicazione dell’Iva, è possibile solo se si tratta di operazioni in cui vi è la cessione di beni o la prestazione di servizi;
  • soggettivo, stabilisce che, l’applicazione dell’Iva, deve essere fatta nell’esercizio di un’attività che può essere professionale o imprenditoriale;
  • territoriale, stabilisce che, l’applicazione dell’Iva, può essere fatta solo se l’operazione sia effettuata in Italia

Se manca uno di questi presupposti, l’operazione di scambio avviene fuori campo Iva, ovvero senza applicazione dell’imposta.

 

IVA: ma possiamo considerarla davvero un’imposta?

Quindi, formalmente sarebbe un’imposta, lo dice anche il nome, giusto?

Ma lo è davvero? Sostanzialmente no: è una partita di giro.

Conoscere incassi e pagamenti, Iva a debito e credito non è mai facile, ma è vitale per gestire efficientemente la propria azienda. Capita spesso che, molti imprenditori in difficoltà, si lamentino delle troppe tasse da pagare, ma non fanno riferimento alle imposte sui redditi. Si riferiscono, purtroppo, all’Iva. 

Qualsiasi imprenditore che si lamenta dell’Iva, ha in realtà un problema con il Conto Economico: considera l’imposta come parte dei suoi incassi, anziché come un incasso per conto dello Stato. 

Nella maggior parte dei casi, quell’imposta è solo una partita di giro con l’azienda che opera come «esattore» per conto dello Stato: incassa l’Iva sui propri prodotti o servizi, detrae quella che paga ai fornitori e versa la differenza allo Stato, proprio come se fosse un esattore del Fisco.

Tecnicamente, l’Iva incassata sui clienti sono soldi dello Stato, che si limitano a passare per i conti dell’azienda e devono poi essere versati al Fisco tramite il solito F24 (forse è questo il motivo per cui vengono confuse con le altre imposte).

 

La trappola dell’Iva: come hanno risolto il problema Matteo e Giorgio?

Oggi raccontiamo la storia di Matteo e Giorgio, due fratelli lombardi impegnati nel settore del noleggio di automezzi e attrezzature varie. I due imprenditori erano titolari di tre distinte società, tutte operanti nello stesso campo.

La loro situazione finanziaria risentiva del pessimo cash flow che avevano creato concedendo dilazioni di pagamento troppo lunghe ai loro clienti. Per effetto dei pagamenti a 120-180 giorni, si trovavano costantemente a doverla anticipare allo Stato rispetto all’effettivo incasso.

Non consideravano l’Iva una partita di giro: l’imposta incassata sui clienti non sono soldi dell’azienda, ma dello Stato, che si limitano solamente a passare per i conti dell’impresa per poi essere essere versati al Fisco tramite il solito F24.

In questo modo, Matteo e Giorgio si trovavano senza liquidità perché erano costretti ad anticiparla.

E questo perché succedeva? Per 2 motivi:

  • sul Conto Economico non deve essere riportata l’Iva;
  • i soldi dell’Iva non sono soldi dell’azienda.

 

I soldi dell’Iva sono dello Stato,  l’imprenditore è solo un intermediario che li sta incassando per poi girarli al legittimo proprietario.

Con Xribabooks Matteo e Giorgio riescono oggi a fuggire dalla trappola dell’Iva grazie ad un’apposita dashboard. In questa sezione della nostra piattaforma viene indicata, in tempo reale, l’Iva a debito o a credito (questo dipende dalla quantità e dal tipo di operazioni effettuate).

In questo modo, l’imprenditore sa che quella parte di denaro non viene indicata nel Conto Economico, e non viene conteggiata né tra gli importi da versare né in quelli da accreditare.

 

Ma non era tutto… 

I problemi di Matteo e Giorgio, però, non finivano lì. Ciò che li preoccupava maggiormente era il perdere buona parte dei ricavi

Tutte le loro attività erano sottoposte a margini di contribuzione sempre più elevati. In altre parole, i ricavi rimasti in azienda, dopo aver coperto i costi i fissi, erano elevati ma purtroppo non potevano né essere reinvestiti né intascati da Matteo e Giorgio.

E questo perché? Perché buona parte di quel denaro veniva eroso dal degrado delle attrezzature e degli automezzi utilizzati per il noleggio, che richiedevano ingenti e costanti interventi di manutenzione e riparazione. 

Prima di procedere al rinnovamento del parco mezzi però, era necessario rilevare i costi che pesavano su ogni categoria di beni noleggiati, andando a individuare quale fosse il margine per ognuna di esse e quale richiedeva interventi maggiori, quindi maggiore spesa, per poter essere utilizzato.

Rilevare i costi è facile, bisogna avere una certa dimestichezza coi numeri. Come sappiamo, però, gli imprenditori hanno un certo rifiuto nei confronti dei numeri né il tempo di poterli visionare ed analizzare i costi.

Ma grazie a Xribabooks tutto è stato reso più semplice: puoi avere Conto Economico riclassificato per analizzare i costi che sostiene la tua azienda in tempo reale.

E solo in questo modo Matteo e Giorgio hanno potuto creare una strategia mirata, così da aumentare i margini sulle categorie meno profittevoli e sostenerne anche l’eventuale sostituzione a nuovo.

XribaBooks rende ancora più semplice ed immediata la consultazione dei numeri della tua azienda per renderti la vita più facile e meno costosa.

 



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